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Rando BeFano

Foto: La partenza. La calma prima della tempesta.

Dopo questa Befana, il nostro socio Colin Fisher non è più l’unico randonnéur del club. Ha introdotto tre ciclisti nel mondo del ciclismo su lunga distanza.

Ecco le loro storie:

Luigi Sciamanna

La gioventù non è un fatto anagrafico ma uno stato d’animo….

Devo ammettere che Colin aveva ragione. A lui va innanzitutto il merito di avermi fatto conoscere il mondo delle randonnée, prima di allora ne ignoravo completamente l’esistenza e ci aveva più volte detto nei suoi debriefing, che è tutto uno stato mentale, la determinazione e la fiducia nelle proprie forze è fondamentale per superare ogni difficoltà. Consapevole delle mie capacità fisiche ero più che sicuro che al termine del primo anello, dopo circa 100 km, avrei abbandonato o per il meteo avverso, era prevista pioggia nel pomeriggio, o per crampi alle gambe. 

Alle 6.30 mentre esco di casa in bici, ancora praticamente buio incontro un mezzo della raccolta spazzatura incrocio lo sguardo dell’autista che dice praticamente tutto, “…ma dove starà andando questo impallinato…” ammetto che era lo stesso mio pensiero, ma poi quando mi sono ritrovato con Colin Roberto e Sandro e al primo punto di controllo all’arco di Augusto in buona compagnia di persone festanti e con l’instancabile Pino Leone sorridente e sbraitante, tutto è passato in secondo piano. 

Espletate le procedure di controllo partiamo verso sud e devo dire che il giro si è svolto, a parte l’orario, come un tradizionale giro del fine settimana con la Centinarolese, condividendo a tratti il percorso con vari ciclisti anche loro attenti a non perdere di vista i compagni del proprio gruppo

Ritornati a Fano dopo il primo anello, ci siamo concessi un piccolo ristoro, grazie all’instancabile Sabrina e Daniele Nobilini per il supporto morale con la loro gradita presenza, e siamo subito ripartiti per il secondo tratto onde evitare il più possibile di pedalare con il buio. 

Arrivati a Gabicce Monte, le prime avvisaglie di pioggia, abbiamo affrontato la discesa con grande difficoltà per il fondo bagnato e li sono arrivati anche i primi pensieri nefasti. Poi verso Tavullia il diluvio universale si è abbattuto su di noi, a fatica siamo arrivati al punto di controllo che era situato al Bar Yuri, dove penso di avere bevuto il più buon caffè allo Zabaione della mia vita, siamo entrati che sembravamo dei naufraghi, bagnati ed infreddoliti ma guardandoci attorno eravamo ancora in buona compagnia. Da lì in poi é arrivato anche il buio mentale, segnati anche da alcune precedenti forature, con il freddo sempre più pungente siamo arrivati al Poggio e poi al Trebbio.

Siamo poi arrivati a Fano si infreddoliti, io almeno tremavo come una foglia, ma felici di avere compiuto l’impresa ed il timbro sulla casella dell’arrivo certificava finalmente il raggiungimento dell’obiettivo che mi ero prefissato. Grazie agli amici Roberto Sandro e a Colin che è stato un coach perfetto.

Roberto Vagnini

Faccio i primi 100km, poi decido

Sveglia alle 5.30 in pieno inverno? Non rientra esattamente tra i miei primi dieci desideri, eppure l’ho fatto ed è stato l’inizio di una giornata che non dimenticherò.  Il termine “ randonnèe” fino a qualche anno fa mi era totalmente ignoto, da oggi ha il sapore di una gran bella soddisfazione.

Ho scoperto un’altra faccia di questo amato sport, un popolo inusuale, con bici a volte bizzarre, con altrettanto originali abbigliamenti. E’ iniziata come una sfida che un po’ mi intimoriva, non lo nascondo, dicevo che avrei fatto la prima parte del percorso e poi magari…, ma dentro di me l’idea di arrivare in fondo si è fatta sempre più reale.

Dopo il primo anello ero già entusiasta, Colin, Luigi e Sandro sono stati preziosi compagni di viaggio ed una volta di più ho capito che questo sport è solo apparentemente individuale.

La pioggia, il gran freddo e le forature, anche se ne avrei fatto volentieri a meno, hanno reso ancora più importante la reciproca presenza, siamo stati tutti e quattro insieme per tutto il tempo e questo ha significato moltissimo per me.

Grazie a Colin per avermi convinto a provare, grazie a tutti e tre per aver condiviso  fatica, freddo e gioia.

Lo rifarei.

Sandro Biagioni

Riflessioni su una giornata in sella

Al mattino presto del 6 di Gennaio, quando ancora deve sorgere il sole, con una temperatura di pochi gradi superiore allo zero, incrociando un ciclista bardato di tutto punto, con la sua bici da corsa e con le sue  luci accese, chi di voi non avrebbe esclamato “MA DU VA CHEL MAT” e penso che anche incrociando quattro ciclisti sotto una pesante pioggia con le strade trasformate in fiumi l’esclamazione non possa che peggiorare e diventare “MA DU VAN CHI SUNAT”

Bene tra quei matti o suonati giovedì 6 Gennaio c’ero anche io. Il nostro amico Colin e le sue imprese ciclistiche hanno incuriosito me, Roberto e Luigi a provare di persona cosa sono le “randonnèe”

Quindi abbiamo partecipato alla RandoBeFano 2022 svoltasi per l’appunto giovedì 6 Gennaio a Fano. 

Sono da sempre appassionato ciclista ma non conoscevo il mondo dei randonneur, essere in mezzo a loro per tutta la giornata mi ha entusiasmato, ho trovato molte cose in comune con loro. 

La prima sicuramente la passione per la bicicletta, che viene vista come un mezzo che accomuna le persone e non come un mezzo attraverso il quale mettersi in competizione. 

La seconda il fatto che queste persone amano passare il loro tempo all’aria aperta andando in bicicletta e sono stato molto colpito dalla frase che, due di loro, si sono scambiati salutandosi  al loro incontro  “anche il tuo divano ha le spine !! ”

Terza, la tenacia con cui viene perseguito un obbiettivo, nonostante il freddo, la pioggia, l’oscurità ai punti di ristoro e punzonatura non ho sentito nessuno che si lamentasse nessuno che accusasse malanni fisici.

Non penso che diventerò un randonneur , per me quello di giovedì è stato il mio massimo chilometraggio percorso in un uscita, e difficilmente batterò questo record, ma la giornata passata in compagnia di Colin, Roberto e Luigi, che ringrazio, è stata veramente una bella giornata.

Mi auguro di poter trascorrere tante altre giornate in bici in compagnia di persone che abbiano l’entusiasmo e la voglia di farlo, IO UN PO’ DI IDEE LE HO PRONTE !!!

Questo articolo ha 2 commenti

  1. Bellissime testimonianze di Pansèr veri che hanno interpretato lo spirito del miglior ciclismo amatoriale, quello che a ritmo di pedalata fa scoprire luoghi, persone valori! Complimenti!!!
    Domenico

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