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Succede a Centinarola...

Nonostanste l'inverno imperversi su tutta la Provincia, i mitici Pansér continuano a macinare chilometri per le colline del territorio.

 

ATTENZIONE: a fine articolo tutte le foto del nostro fotografo ufficiale "Ro&Ro"

Si, anche se suona come un gioco di parole, è proprio in questo modo che i genitori del titolare della nuova location scelta per festeggiare il sesto appuntamento con le maschere del carnevale ciclisitico, hanno chiamato il loro figliolo. Euro, un nome scelto circa 60 anni fa, con una lungimiranza degna di uno stratega militare e più acuta di quella di un politico europarlamentare. Chi poteva mai sapere, infatti, che quel nome sarebbe divenuto quello della moneta unica europea e che quel ragazzo chiamato Euro avrebbe poi col tempo davvero accumulato tante monete col suo nome attraverso il suo Alberone?

Alberone, un locale ampio, adatto ad accogliere il numero sempre crescente di persone che partecipano al nostro veglione diventato, ormai, un classico del carnevale di Fano.

Ma veniamo alla serata (Sabato 3/2/18, ...da ricordare!!!).

Molte le maschere presenti e molte le tavolate che hanno scelto di partecipare con i temi più dispararti spaziando dalla politica (Trump, quello che ce l’ha grosso..... il bottone) all’attualità (il sentito problema delle buste biodegradabili).  Dalla tradizione circense (il mirabolante “Circo di Mora Cofei”) alle mode del mercato ludico dei bambini (la sempre verde “Barbie” accompaganta dall’immancabile “Ken” e le più recenti “Wings”). Dalle tematiche apocalittiche (il diluvio universale di “Si salvi chi può”) a quelle metereologiche (molti si chiedono ancora che fine abbia fatto la mezza stagione). E poi ancora le fiabe classiche (Il Pifferaio magico e il bel seguito di tope... o scusate.. di sorci), la Belle Epoque di “Pupi e Bulle” fino alle maschere storiche (Napoleone e Nobiltà veneziana) e quelle presistoriche (I Flinstones, nella doppia versione).

Insomma ce n’era per tutti i gusti, roba da fare impallidire il colorato carnevale di Viareggio e l’ormai stantio carnevale venziano . Sembra che l’appuntamento col veglione del ciclista stia diventato sempre più un MUST. Girano voci della diffusione di una tendenza, pare infatti che chi abbia partecipato ad una delle edizioni dell’evento più trendy del carnevale fanese non possa, poi, più farne a meno. Si mormora di persone che già all’indomani della serata carnevalesca si attivino in un spasmodica ricerca di un’idea brillante che le possa portare a vittoria sicura l’anno venturo. Altre che a distanza di 2 – 3 mesi dalla serata cadono in crisi di asitinenza, ed altre ancora che dopo aver tentato in ogni modo di colmare il vuoto gogliardico post veglione si perdano in crisi depressive a volte sfocianti in crisi mistiche.

La serata in questione ricca di ospiti (campioni di ballo e della risata) ai quali va il nostro sentito ringrazimaneto si è svolta nel pieno rispeto delle previsioni organizzative. Alcune Parole chiave possono riassumere l’evento festoso fra queste: allegria (come diceva qualcuno...), divertimento, musica, ballo e tanti premi (sia quelli del concorso delle maschere sia quelli della lotteria). Cos’altro volere da una serata? Per avere di meglio del qui narrato scenario, si può solo andare a Rio de janerio....

Lo so, non è propriamente una rima baciata ma.... Jardà.

Un caro saluto a tutti e.... arrivederci al prossimo anno.   Tenete duro!!!

Ecco le FOTO


 

Penso che i tempi siano maturi per riprendere qualche vecchia e buona abitudine: scrivere. Scrivere per riportare qualche informazione, sensazione, commento. Scrivere per tracciare il pensiero sul web, sulla nostra pagina web, perché questa possa riprendere vigore e torni, pian piano, a nuova vita. Chi, in passato, si è imbattuto su qualche mio articolo ricorderà narrazioni di giri in bicicletta caratterizzati da uno stile agonistico/sportivo, scanzonato ma pur sempre incentrato sulle sfide a due ruote. Oggi torno con uno stile diverso (la mia carica da neo Consigliere mi impone una maggiore serietà:)). Uno stile che ruota molto meno attorno alle performance e alle “gesta eroiche” sulle salite del nostro territorio e si focalizza, con maggior consapevolezza, sul vero spirito della squadra: lo spirito di gruppo e il sano divertimento che da questo scaturisce. A distanza di anni posso affermare che la società ciclistica a cui appartengo, pone al centro la voglia di star bene, la coesione e il divertimento. Ma attenzione, nessuno pensi che per tale ultimo motivo le cose vengano condotte alla Carlona. Stiamo parlando di una società con la “S” maiuscola che nella sua ricerca del divertimento, è molto seria, al punto che ha sviluppato capacità organizzative che la portano a centrare obiettivi alti e ambiziosi (Veglione, Gara allievi, manifestazioni sociali e di solidarietà, ecc). La conferma di quanto appena scritto è emersa, in me, in maniera molto chiara, partecipando al mio primo Consiglio Direttivo. Giunto all’incontro con un buon livello di aspettative, non potevo immaginare di uscirne con un’opinione ben più alta rispetto all’idea iniziale. La riunione è stata condotta in maniera egregia con un equilibrio perfetto fra l’aspetto amicale (perché, di fatto, siamo un gruppo di amici) e quello formale necessario per la riconferma delle cariche, l’illustrazione del quadro economico/finanziario e la definizione degli obiettivi a breve e medio termine. I miei complimenti vanno a tutti i componenti del Direttivo che nei 3 anni appena trascorsi si sono impegnati per la crescita della società. Un plauso particolare agli insostituibili Lorenzo e Loris (cervello e cuore pulsante dell’organizzazione) e a Domenico per la sua altrettanto insostituibile funzione di divulgazione e di pubbliche relazioni. E poi ancora, agli Sponsor che rendono possibile l’esistenza della squadra fornendo il carburante giusto per far muovere l’intera carovana. Per tutte le cose che ho scritto e per tante altre che penso, personalmente ritengo (ma penso di poter parlare anche a nome degli altri nuovi membri del Consiglio appena insediato) che far parte del gruppo decisionale sia motivo di orgoglio personale ma anche di stimolo a portare il mio contribuito in una logica di fattiva collaborazione. Una collaborazione che accomuna tutti i componenti e che contribuirà ad alzare l’asticella degli obiettivi che sicuramente raggiungeremo grazie all’entusiasmo e allo spirito di gruppo. Concludendo, queste righe scritte mi forniscono l’occasione di formulare, a nome mio e di tutto il Nuovo Consiglio Direttivo, i migliori auguri di Buon Natale e felice anno nuovo a tutti i Pansèr e alle loro famiglie. Paolo

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GRANDE FESTA LUNGO IL PERCORSO NELLA 4° EDIZIONE DEL MEMORIAL MICHELE&STEFANO 2018

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