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Succede a Centinarola...

Tutto è pronto (o quasi) per il IL TERZO MEMORIAL MICHELE E STEFANO, in programma per il 16 luglio 2017 nelle strade di Centinarola e di Montegiove.

Non mancate! Se ne vedranno delle belle!!

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L'invito buttato nel gruppo whatsapp da Radice sapeva di beffardo, “Mercoledì andiamo in Carpegna?” ma le adesioni sono diventate cosa seria e alla mattina tutti si era di buonumore con nessun timore sulle distanze tra il Bar e i 1280 della vetta dell’appennino nota più agli sportivi che ai turisti costieri intenti a spararsi la loro settimana nel sole delle spiagge affollate. Il sottoscritto si presenta disteso in volto con la bicicletta caricata in macchina e incrociando Imerio che aveva fatto una doppia colazione ha capito l’equivoco, infatti il maestoso Pansèr mi ha subito ammonito in una frase che non scorderò: “maduvaisepèrtdamaquìsalabicicleta!” (non perché era tutto attaccato, ma per il contenuto). Dopo lo sbiancamento in volto anche gli altri mi disilludono e mi invitano a rimettermi nelle mani del Signore e partire con loro! Allora pronti e via, le grandi imprese si fanno solo con un una dose di incoscienza: partiamo in allegro gruppo 14 effettivi che presto nella via della querciabella chiacchierano e si fanno programmi sull’itinerario e sulle tempistiche che non sono chiare a nessuno, essendo previsto il rientro un “dopopranzo” troppo generico che vuol dire pomeriggio inoltrato, avendo tutti l’orologio biologico delle ferie attivo.
La prima foratura non si fa attendere ed è Emilio che becca una puntina e la prende con filosofia e da raffinato bestemmiatore sottovoce per non molestare nessuno. La frase “le mettono contro di noi ciclisti” suona come se l’Isis avesse raggiunto la nostra tranquilla Provincia medioborghese. Passo tranquillo ed anche tutta la parte di Rio Salso è andata, molta fila indiana e chiacchiere ad alta voce soprattutto per un Sambuchi in cui non vi sono tracce d’alcool a quest’ora del giorno. L’arrivo a Mercatello sul Metauro è buono per tappa al Bar e rifornimenti per affrontare gli ultimi 20 km di salita che si presentano docili, se paragonati al “Cippo” mitica ascesa nota a tutti gli addetti ai lavori per l’epoca Pantani. Salendo, ognuno con il suo passo e raggruppati arriva la sorpresa di giornata con Daniele in perfetto stile Pansèr che dotato di scooter versione apre-cross porta con se oltre che la faccia tipica di chi non deve faticare sui pedali, porta pane-prosciutto-bevande gassose-dolcetto-barrette il tutto per la merenda di benvenuto, che altro aggiungere: super! All’arrivo a Carpegna il Presidentissimo Lorenzo si preoccupa di curare la sua pelle nobile cercando una farmacia con crema solare così ci ritroviamo in centro nel mercatino turistico e affollato con un po’ di ritardi e insofferenza per non perdere il “ritmo” e affrontare la terribile salita che porta in vetta.  Nel momento di smarrimento del branco alcuni mollano gli ormeggi ed affrontano subito il terribile Cippo, altri attendono, altri riflettono ed altri seguiranno l’istinto…. Nella salita le scritte inneggianti al pirata ed alla Carpegna gasano non poco, ma le oscillazioni tra il 15-18% sono altrettanto sgasanti, i primi 3 km sono a dir poco sconfortanti, e se si superano quelli poi arriva il peggio con un totale di 22 tornati terribili, manto costellato da aghi di pino pigne e coppie di escursionisti con i vestiti tecnici e la faccia di chi sta facendo qualcosa di buono per se stesso e il mondo. La sbarra che chiude la parte di accesso alle macchine è un mònito a verificare se si è davvero intenzionati ad ascendere, oppure si vuole tornare giù. Unico momento che rompeva il silenzio dei boschi lo sparo del pneumatico esploso di  Vincenzo Mr Ferriera che ha fatto sussultare tutti gli animali selvatici della zona, tranquilli per il periodo di chiusura venatoria. La soddisfazione al monumento di Pantani è tanta, tutti la esprimono con il più classico rito della foto, con la mente che rivive il percorso come ormai un animale feroce in gabbia che non può più nuocere. La discesa dopo l’attesa dei temerari è ritardata dall’attesa di Giovanni e Lorenzo che stranamente mancano all’appello, ma la partenza dal centro frastagliata ha segmentato il gruppo. Discesa con la massima attenzione e frenata sulla sbarra che dall’altra parte divide quello che possono fare tutti da quello che possono fare solo chi butta il cuore oltre i pedali. Arrivo nel parco con panchina allestita da Daniele-Catering che ristora tutti e coccola con la parte preferita da chi ha faticato tanto: il cibo. I più spregiudicati vedendo vino Lambrusco nelle vicinanze causa pic-nic non si fanno scrupoli e ne domandano un sorso per rinfrancarsi!
La pausa pranzo è consumata con il timore dell’attesa e l’idea degli oltre 80 km per il rientro, ma un bis di primi e un caffè annaffiato di birra moretti gelata aiutano a pensare meglio!
Il rientro comincia subito con una foratura del Leonardo nazionale che induce Lorenzo ed il sottoscritto a una decisione sofferta: rientro in duo per arrivare ad una decente. Manco a dirlo dei 2 è il ragazzo dalla pelle nobile Presidentissimo a fare l’andatura e involarsi verso Lunano, per poi imboccare una galleria in cui la mia digestione ha preso una brutta piega, subito rientrata grazie al caldo ed alle borracce d’acqua ritmicamente riempite ai lati della strada. Il calo poi dopo aver inanellato S.Angelo in Vado, Urbania, Fermignano e Fossombrone, ma le barrette prelibate hanno ridato linfa al mio corpicio stremato ed hanno permesso in 2 ore e 30 di arrivare con una media di 32 km/h a casa con un sorriso stampato in faccia! Il resto del gruppo poco dopo era compatto con birra&gazosa in mano al Bar 100 Role per celebrare una giornata di sport-amicizia ed allegria sicuramente  faticosa per i quasi 180 km percorsi ed i 2000 mt di dislivello affrontati ma indimenticabile!
 
PAGELLE IGNORANTI DEI PARTECIPANTI
 
FERRANTE: voto 7,5 Mai una smorfia di fatica, mai un momento di smarrimento, una macchina da montagna con il cuore da Pansèr: ne farà di strada con la sua Scott assorbivibrazioni! UNA TIGRE NEL MOTORE
DANIELE: voto 8 Si fa trovare ai lati della strada a S. Maria dell’Arzilla e molti lo guardano con sufficienza, ma lui soprattutto a tavola e sul Cippo dimostra con due prestazioni notevoli di essere un giovane di belle speranze. Peccato il cigolio della bicicletta, da chiudere in officina, che ha gli stessi decibel di disturbo di una gabbia di scimmie urlatrici del Borneo Equatoriale. BICI COCORICO’
LEONARDO: voto 7 Grazie ai suoi scatti si riesce sempre a rivivere le uscite fatte in posti ameni e con facce sorridenti, ma questa volta un voto in meno per aver bucato al rientro e un altro voto in meno per lo scatto che lo ritrae con alle spalle il cartello San Leo: non esageriamo! CAGLIOSTRO FANESE
MARCO: voto 6 Solito funambolo e disturbatore alla Chiambretti, ma quando interviene nel mezzo di un pic-nic familiare e domanda il vino lambrusco adocchiato nel suo boccione tipico approfittando del capofamiglia che metteva le gocce nel bicchiere della nonna significa quel tempismo malizioso che lo eleva a categoria “skrokko-professional”. Peccato che poi tolga le scarpe nel ristorante facendo allontanare due tavoli indignati. VINO E PECORINO STAGIONATO 24 MESI
MADDALENA: voto 5 Dopo aver per tutto il tragitto e approfittato delle cassette degli attrezzi per riparazioni varie  senza pagare alcuno e raggiunto il cippo con tutta la bicicletta regolata a puntino colpisce con il sedere il monumento eretto al Pirata  a 1280 slm mettendolo seriamente in pericolo, inoltre resiste a fatica alle avances di due ciclisti appena arrivati che cercano di “condividerla” tra la gelosia dei Pansèr tutti sudati.  TEPPISTA D’ALTA QUOTA
VINCENZO: voto 6,5 Si affaccia al gruppo da poco tempo ma ha già le caratteristiche tipiche del Centinarolese DOC, esplode tutta la sua energia nel cippo e per poco non provoca infarti e crisi cardiache agli impauriti presenti. Ossessiona tutti che il rientro da Carpegna deve esattamente passare sotto casa sua a S.Maria dell’Arzilla. IN VINO VERITAS: E ALORA PEDALAS
IMERIO: voto 8 Spavaldo arriva alle pendici di Carpegna come un condottiero d’altri tempi, ma poi per una frase in inglese/centinarolese trascina l’ignaro Colin in un giro per le creste appenniniche romagnole. Nel Ristorante con un elegante spiegazione argomenta al vicino di tavolo tutta la sua stima e lo invita ad accomodarsi, oppure portarsi all’esterno per uno scontro stile Saloon del far-west all’ultimo sangue, così si fa, quando in palio c’è un piatto di tagliatelle. SCERIFFO DEI PANSER
EMILIO: voto 6,5 Buca con puntina da disegno e scarica tutte le sue enrgie negative sul cambio gomma, da quel momento è stile asceta-zen e molti vanno a rincuorasi o attingere pensieri positivi dalle sue parti (fa tutto in nero senza fattura). Propone di dormire 5 minuti prima di ripartire perché fa bene al karma e purifica la digestione.  VANNO MARCHI EMILIO DO NASCIMENTO
RODOLFO: voto 7 Non gli interessa la compagnia degli altri Pansèr e pensa al giorno del suo compleanno passato all’Ikea e non riesce più a dare un senso alla sua vita, molto confuso trova solo ristoro al ristorante, dove si lascia andare ad un pianto liberatorio al quarto piatto di pasta. Rientra come una persona nuova, al fianco di Giovanni dopo aver cambiato la gomma esplosa nel bosco a mr Ferriere. Dichiara “dopo le luci della ribalta su Cicloturismo, stare con voi poveracci mi fa tornare umile”, nella serata va a rubare il rame. CONFUSO E FELICE QUANDO VEDO RADICE
DANIELE N: voto 10 Quando arriva tutti gli tributano un sorriso gigante, ma quando dal sottosella tira fuori di tutto allora scatta l’applauso. Alla richiesta ti dobbiamo dare dei soldi risponde con una parola che finisce con “…tafadentefancùl”, che nel gergo significa no grazie, l’ho fatto perché ero contento di farlo. SANTO SUBITO, PORTANDO IL PROSCIUTTO: SAN DANIELE
COLIN: vote 8 First time for so long distance, and some confusion are more than normal, you are welcome in our group an I hope you had a good time with us. The Cippo climb will be for the next time, it’s very uphill and I’ll raccomend you to practice more and enjoy it in the future! HIGHLANDER (traduzione: bravo, per il Cippo alla prossima!)
GIOVANNI: voto 4 Scrive un whatsapp ingannatorio dove tutti credono di andare in macchina fino in Carpegna e tornare senza fatica con un filo di gas e aria condizionata. Con Lorenzo crea il caso di sparizione temporanea che sarà nella prossima puntata di “Chi l’ha visto?” Nel Ristorante ordina un menù da cerimonia e vorrebbe altri 2 secondi 2 contorni per potersi dilungare a tavola e rientrare con il tramonto. CIOFANNI CERCA DANNI
DOMENICO: voto 3 Cervello& Corpo in ferie arriva in macchina all’appuntamento al Bar e poi ritorna a casa e smonta tutto, perde lungo il tragitto: gli occhiali, la borraccia, una barretta, e la dignità sul Cippo salendo a 1 all’ora. Rientra con la paura di non farcela e vede solamente la ruota e il sedere di Lorenzo come unica speranza e non lo molla un attimo. Alla sera la Fabiola nel letto matrimoniale gli domanda se può tornare a casa sua perché a dormire così non si sente a suo agio. MODALITA FERIE ON
LORENZO: voto 8,5 La sua pelle morbida e vellutata va protetta con crema solare che trova nella farmacia di Carpegna fortunatamente. Offre caffè-barrette-comprensione fraterna al sottoscritto e lo traghetta sino a casa evitandogli complicazioni da ritardo. SARDINIA PIERUCCI FERRIES
 
Sportivi saluti e buone ferie!
Domenico

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Domenica la Centinarolese ha organizzato il Primo Memorial Michele e Stefano che ha visto la partecipazione di una sessantina di giovani ciclisti e ha vinto il veneto-marchigiano Mattia Petrucci.
Questa è la didascalica descrizione di una giornata che chi sa scrivere bene potrebbe definire "da archiviare negli annali, in attesa della prossima edizione".

Ma chi ci conosce da sempre e chi ci ha conosciuto quel giorno, sa che dietro queste poche parole c'è un universo fatto di gioie, ricordi, sorrisi... e soddisfazione per l'ottima riuscita della manifestazione. Non era scontato per niente! Niente lo è quando si parla dei Pansèr. E invece tutto è filato liscio: La Centinarolese ha dato il meglio di sè, sfoggiando una macchina organizzatrice perfetta, come una fuoriserie da guidare con il braccio fuori dal finestrino.

Gli incroci presidiati con precisione e puntualità svizzera. Sassolini sui muretti per contare i giri che mancavano, salvo poi chiarire se si stavano contando quelli fatti o quelli da fare..  Ogni Pansèr si è organizzato il posticino nella propria posizione. Il problema è stato ripararsi dall'ombra. C'è chi ha indossato un cappello di paglia, chi si è portato dietro una cisterna d'acqua, e chi, come Fischio, si è riparato all'ombra di un fico sognando la birra del dopo-gara, come da sana abitudine dei Pansèr.

Tra le foto che presto saranno disponibili allo scaricamento ce n'è una che mi ha colpito più di tutte e che riassume lo spirito e l'entusiasmo che si respiravano domenica per quelle vie a Centinarola. E' la foto della partenza, quando gli atleti sembrano stringersi un un abbraccio con Tamara e Antonella che hanno dato il segnale della partenza. Non è stato un caso. L'abbraccio c'è stato davvero. E non solo domenica, ma da quando, oramai tante settimane fa, abbiamo immaginato questa corsa, che è un "memorial" - come si usa dire - ma che nel nostro caso non serve a "ricordare", perchè non si ricordano le persone che hai sempre accanto, e Michele e Stefano sono sempre con noi a pedalare, festeggiare, divertirsi, e fare divertire, proprio come abbiamo fatto domenica, ...

..e proprio come fanno i veri Pansèr

 

 

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FOTO Memorial 2017

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Orario

0830Orario 

Ritrovo al Bar 100 Role
il sabato e la domenica

partenza ore 08:30